Here are some texts by
Laura Pugno (1970), a fine italian poet who is also a novelist and
a screenwriter. She has a web-site here where you can find more detailed
information.
I thank her for offering
me the poem "interruzione del bosco" for this page.
I believe one can read in her work a precise intention: that of investigating (with narratological and linguistic instruments) the origin of language and of man, by retracing the ontogeny of language back to that defining moment when "the first linguistic act" occurred. History, prehistory and future are intercheangeable settings for the enactment and definition of this "first act",
maybe suggesting that the creation of language is a
never ceasing activity and coincides with our existence and persistence
through time, both as individuals and as a species.
(E./1)
(E./2)
interruzione del bosco
non è la stessa lingua che parli
se il tuo corpo è il sole,
viene perimetrato sempre lo stesso terreno,
pochi metri di ghiaccio con oasi,
una stoffa arancio
intenso su un tappeto:
una lingua, se verrà inventata
oppure, un asciugamano rosso
cupo, che ti copre la testa:
questa è la metratura
del deserto:
di notte sogni di percorrere un territorio al buio,
con una benda azzurra
intorno ai polsi, e sale
azzurro sulla bocca e sulla schiena
più avanti, se la lingua è condivisa, quella
che è sul tappeto,
la luce intermittente:
entra nel leopardo, metti
le mani dentro la scultura – sabbia
di questo giardino,
sassi bianchi,
che hanno un numero o un nome
mettiti una pelliccia di plastica,
i tuoi occhi color leopardo,
gli stessi
di ieri notte, vedranno al buio
oppure entra nel lupo,
il verde che gli si fa intorno
sempre più stringendosi, il punto
esatto dove la luce filtra sul lago
questo è qualcuno-cosa che è mutata,
grande tartaruga piena di carne
vedi la storia:
si muovono a quattro zampe,
c’è olio sull’acqua
e copertoni incendiati
c’è olio, più antico, sull’acqua,
se guardi bene
ora che non c’è interruzione del bosco
prima della lingua
non è stato
preparato: è un luogo molto semplice
ci sono, creature, cose
fuori
la caccia a che animale
sulle piste
preda più che vera
morde la frutta
frantuma la testa del colobo
e ora s’ingrandisce la bestia
creatura che diventa predatore,
perde pelliccia
si costruisce unghie
e prelingua:
cambia il basicranio, scende
la laringe nella gola
come a due anni nel cucciolo
questo, è cosa che può parlare, che è mutata
vedi,
come le scimmie fanno musica
come decifrano tamburi,
latte di benzina
che gli dài,
come e più delle scimmie ti cambia l’osso
che ti attacca al corpo
già sei ritto in piedi
con testa pesante che si scarica a terra
si modifica l’impianto di equilibrio
qualcuno ti segna la fronte
inuma i tuoi morti
e inumazione del corpo dell’orso
copre la decomposizione del corpo
porta le ossa in un angolo
fai galleggiare zattere
di fuoco sull’acqua,
copertoni incendiati con sopra
ossa bianche forate bianchissimi fiori